{"id":5936,"date":"2022-03-01T12:53:51","date_gmt":"2022-03-01T11:53:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vinimarulli.com\/?p=5936"},"modified":"2022-03-01T15:43:02","modified_gmt":"2022-03-01T14:43:02","slug":"carnevale-maschere-e-rituali-del-salento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vinimarulli.com\/en\/carnevale-maschere-e-rituali-del-salento\/","title":{"rendered":"CARNEVALE: maschere e rituali del Salento"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 tempo di Carnevale. Un tempo in cui tutto diventa sospeso, in cui \u201cmutare le vesti\u201d ed indossare delle maschere diviene lecito e consentito, auspicabile se si vuole aderire al suo spirito!\u00a0<strong>L\u2019elemento della festa<\/strong>, dello scherno in allegria, del bere e del mangiare in compagnia <strong>ha da sempre caratterizzato questo periodo dell\u2019anno<\/strong> che tanto racchiude nel suo significato, tanto pu\u00f2 parlarci di noi, di ci\u00f2 che siamo e di ci\u00f2 che siamo stati.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h5><strong>LO SPIRITO DEL CARNEVALE: NIENTE DI NUOVO<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Come ogni <strong>elemento del passato<\/strong> che ci viene tramandato, spesso ci giunge sbiadito o mutato nel significato. Scarnito e ridotto forse alla sua essenza pi\u00f9 superficiale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi per noi il Carnevale, nei suoi momenti di gioia e giocosa festivit\u00e0, viene per\u00f2 racchiuso principalmente nella sfera dei bambini, tra coriandoli e mascherine colorate. Maschere, travestimenti, scherzi e sollazzi invece risiedono in qualcosa che ci riconduce ad un <strong>tempo lontano in cui l\u2019ordine precostituito poteva essere sovvertito.<\/strong>\u00a0Proprio in questi giorni dell\u2019anno le differenze sociali cessavano di esistere e la libert\u00e0 di espressione &#8211; sempre presente e pulsante nell\u2019animo umano &#8211; finalmente poteva esprimersi in tutta la sua complessit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Dalle <strong>feste <\/strong><strong><em>Dionisiache<\/em><\/strong><em> <\/em>in Grecia &#8211; in onore di <em>Dioniso<\/em>, Dio del vino e dell\u2019ebbrezza &#8211; alle <strong><em>Baccanali <\/em><\/strong>romane &#8211; dove il Dio del vino prendeva il nome di <em>Bacco <\/em>&#8211; il Carnevale trova antiche radici su cui affermare i suoi rituali ed evolversi: <strong>il vino l\u2019elemento ad esso intrinsecamente collegato.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il vino come strumento di unione tra le classi sociali<\/strong> che, inebriate negli animi, si concedevano ricchi banchetti offerti dai potenti. Ancora una volta la tavola diveniva un elemento di unione, e il vino un simbolo di convivialit\u00e0<strong>.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Finiti i giorni di festa, tutto ritornava nell\u2019ordine precedente: il potente continuava a comandare ed il sottomesso ad ubbidire.<br>Come consuetudine per molti altri riti pagani, anche <strong>queste usanze, con l\u2019arrivo della religione Cattolica, verranno riconvertite<\/strong> negli usi e nei significati. Si manterr\u00e0 per\u00f2 un legame con la loro originaria esistenza attraverso l\u2019usanza consolidata del sovvertimento delle gerarchie sociali, in virt\u00f9 dello scherno e della trasgressione.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns are-vertically-aligned-top\">\n<div class=\"wp-block-column is-vertically-aligned-top\" style=\"flex-basis:33.33%\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized is-style-default\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.vinimarulli.com\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/il-fuoco-purificatore-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5937\" width=\"280\" height=\"484\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-vertically-aligned-top\" style=\"flex-basis:66.66%\">\n<p>Il Carnevale, nella tradizione Cattolica, ha inizio il 17 Gennaio &#8211; giorno della \u201c<em>Focara<\/em>\u201d di S. Antonio Abbate &#8211; per terminare sempre il giorno antecedente il Mercoled\u00ec delle Ceneri. Ancora una volta il <strong>fuoco purificatore e le Ceneri benedette<\/strong> che, cosparse sopra i capi liberano gli uomini dai peccati commessi nel periodo precedente, in cui tutto (o quasi) era concesso.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>La penitenza come strumento di redenzione e possibilit\u00e0 di ristabilire l\u2019ordine sociale. Quindi il <strong>Carnevale<\/strong> diviene la grande <strong>festa che annuncia la Quaresima<\/strong>, dalla sua derivazione latina \u201c<em>Carnem levare<\/em>\u201d ovvero \u201celiminare la carne\u201d. Il riferimento \u00e8 ai grandi banchetti, con annesse abbuffate, del Marted\u00ec Grasso, prima dell\u2019inizio delle restrizioni che conducevano alla Pasqua.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Il tutto e il niente, lo sfarzo e la penitenza, l\u2019abbuffata e il digiuno, il divertimento e l\u2019ordine rigoroso\u2026 <strong>due momenti che si susseguono e si contrappongono<\/strong>, quelli del Carnevale e della Quaresima, ad auspicare un equilibrio che condurr\u00e0 poi al giorno della Resurrezione. Legame che si evince anche nell\u2019assegnazione delle date del Carnevale, che variano a seconda dell\u2019arrivo della Pasqua.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h5><strong>IL CARNEVALE E LE RADICI AGRICOLE: I RITI APOTROPAICI<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Aggraziarsi il ben volere della <em>Madre Terra<\/em> da sempre per gli uomini era condizione essenziale di sopravvivenza. Il <strong>Carnevale <\/strong>\u00e8 strettamente <strong>connesso alla tradizione contadina<\/strong>, intriso di riti apotropaici volti a proteggere il <strong>buon andamento delle pratiche agricole<\/strong> o a <strong>tenere lontani eventi funesti.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Di derivazione greca e romana, la civilt\u00e0 contadina si fondava su un \u201c<em>tempo circolare<\/em>\u201d, in cui il susseguirsi delle varie fasi in cui si snodava la natura veniva vissuto come strumento di misura del momento presente.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Febbraio era il mese della \u201cpurificazione\u201d<\/strong>, dal latino <em>Februare<\/em> ossia purificare.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la vendemmia e la raccolta delle olive diveniva necessario <strong>ringraziare la Madre Terra<\/strong> prima che intraprendesse il suo riposo. In tal modo, al suo risveglio sarebbe stata pronta ad accogliere la primavera.<\/p>\n\n\n\n<p>Il legame uomo e natura era strettamente intriso di fiducia, riconoscenza e cura.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns\">\n<div class=\"wp-block-column\" style=\"flex-basis:33.33%\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized is-style-default\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.vinimarulli.com\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/carnevale-3.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5938\" width=\"280\" height=\"495\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column\" style=\"flex-basis:66.66%\">\n<p>Ed \u00e8 proprio in questo periodo che le <strong>festivit\u00e0 carnevalesche riprendevano i riti sulla fertilit\u00e0 della terra<\/strong> dedicati anticamente agli Dei agresti. In un contesto di scherno ed esultanza, <strong>si esorcizzava il nuovo anno e<\/strong> con esso <strong>la paura del futuro<\/strong> con le sue incertezze.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Carnevale, dunque, nel mondo contadino celebrava:<\/p>\n\n\n\n<ul><li>la morte dell\u2019inverno (periodo di stasi e sospensione)<\/li><li>la rigenerazione della primavera (probabilmente eredit\u00e0 delle<em> Calendae romane di Marzo<\/em>).<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Esorcizzare le paure significava rappresentarle concretamente nella realt\u00e0, come a vederle riflesse dinanzi a noi in uno specchio. Per questo <strong>i riti del Carnevale ci presentano un mondo rovesciato<\/strong> che annulla e sovverte le gerarchie e mette in scena ci\u00f2 a cui l\u2019animo generalmente soccombe.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h5><strong>LE MASCHERE NELLA TRADIZIONE SALENTINA<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>I festeggiamenti che si snodavano in questo divertito periodo e che terminavano con opulenti banchetti del Marted\u00ec Grasso, avevano come elemento di unione <strong>l\u2019utilizzo delle Maschere<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Volti coperti da tratti caratteristici, che permettevano ai proprietari di non rivelare la loro vera natura o li autorizzavano ad impersonare chi si sarebbe voluto essere.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Legate alla tradizione teatrale comica e tragica dell\u2019antichit\u00e0<\/strong>, le maschere rappresentavano popoli e tradizioni. Nel <strong>Salento<\/strong>, la nostra terra, si ricollegano anche al florido periodo del <strong>Barocco<\/strong>. Le ritroviamo raffigurate sui portali delle abitazioni, scolpite in pietra leccese, con la funzione di scacciare gli spiriti maligni e le malelingue.&nbsp;Deformate, stravaganti e bizzarre creano elementi di unione tra il Carnevale e l\u2019Arte Barocca in cui<strong> lo stupore, il grottesco e il deforme<\/strong> solcano l\u2019essenza<strong> <\/strong>della sua irregolarit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Proprio questa predisposizione a catturare gli elementi pi\u00f9 caratteristici di usanze e peculiarit\u00e0 di un popolo ha favorito, su tutto il territorio nazionale, il <strong>nascere di figure carnevalesche di riferimento<\/strong>. Le maschere prendevano a caricatura predisposizioni di una comunit\u00e0 o di un ceto sociale in particolare, sino ad arrivare alla visione di <strong>Goldoni<\/strong> in cui le maschere rappresentano i personaggi della <strong>Commedia dell\u2019Arte<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h5><strong>Lu Paulinu: la maschera carnevalesca copertinese<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns\">\n<div class=\"wp-block-column\" style=\"flex-basis:33.33%\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized is-style-default\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.vinimarulli.com\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/paulino-4.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5939\" width=\"200\" height=\"541\"\/><figcaption>Lu Paulinu (foto: Ass. Proloco Copertino &#8220;F. Verdesca&#8221;)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column\" style=\"flex-basis:66.66%\">\n<p>La maschera <strong><em>\u201cti lu Paulinu\u201d<\/em><\/strong> racchiude nel suo ricordo un sentimento popolare che si tramanda negli anni. Le origini del personaggio a cui si fa riferimento sono incerte, dovrebbero risalire alla fine del 1700 e l\u2019inizio del 1800.<\/p>\n\n\n\n<p>Si racconta che \u201clu Paulinu\u201d era <strong>un povero contadino<\/strong> giunto in paese da uno dei Casali che sorgevano nei pressi di Copertino. Maldestro, <strong>cagionevole di salute a causa della fame e del molto bere<\/strong>, aveva catturato la simpatia del paese grazie al suo <strong>spirito gioviale, scherzoso<\/strong> e divertente.<\/p>\n\n\n\n<p>Metteva allegria e quella, si sa, non \u00e8 mai troppa! Giacca sgualcita, panciotto, corti calzoni e lunghe calze gialle fermate sotto le ginocchia da lacci rossi. Scarpe troppo grandi per i suoi piedi, capelli arruffati ed un feltro sformato calato sino alle orecchie. Un grosso faccione con gli zigomi sporgenti, sempre arrossati dal buon vino, come il suo grosso naso\u2026 e tanta, ma tanta simpatia.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo carattere si ben prestava allo scherno e alla burla da parte dei paesani, la sua arguzia per\u00f2 gli permetteva di rivolgere lo scherzo a chi glielo aveva fatto, e il divertimento dei presenti era assicurato!<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p><strong>Accettava sempre di buon grado qualche bicchiere di vino <\/strong>offerto nelle botteghe del paese, cercando di <strong>mettere a tacere i morsi della fame.<\/strong> Fu <strong>proprio la fame per\u00f2 ad essergli fatale<\/strong>: uno stomaco sempre cos\u00ec vuoto non era pronto ad accettare cos\u00ec tanto cibo. Di norma i nobili del paese, divertiti dalla sua presenza, erano consueti invitarlo a pranzo per condividere con lui aneddoti e risate.<\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0,<strong> il povero contadino, proprio nel periodo del Carnevale &#8211; trov\u00f2 la morte dopo una grande abbuffata<\/strong>: la sua fame doveva esser veramente tanta, talmente tanta che ne rimase schiacciato.<br>Da quel giorno<strong> la sua figura<\/strong>, che si raccont\u00f2 negli anni a venire, <strong>venne commemorata sempre nei giorni del Carnevale <\/strong>con sfilate in suo onore che ne rievocavano le gesta.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h5><strong>\u00a0Il funerale del Carnevale<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Assunto a <strong>simbolo del \u201cCarnevale morto\u201d<\/strong>, <em>lu Paulinu<\/em> divenne protagonista di una rappresentazione allegorica in cui si piange il defunto mentre avanza il suo corteo funebre.<strong>Il passaggio delle sue spoglie sancisce la fine del tempo dei festeggiamenti e l\u2019arrivo della Quaresima<\/strong>, periodo di penitenza e purificazione. L\u2019elemento del fuoco purificatore che prepara gli animi alle rigidit\u00e0 future, viene messo in atto nella \u201c<strong>Focara<\/strong>\u201d appositamente costruita per \u201c<em>lu Paulinu<\/em>\u201d: una pira di sarmente in cui il pupazzo di stracci e paglia, a ricordo del giovane contadino, viene bruciato. Il Carnevale \u00e8 definitivamente deceduto. Donne vestite a lutto si esibiscono in <strong>grida e lamenti<\/strong>, lasciandosi dietro quel fuoco rigeneratore del Mercoled\u00ec delle Ceneri.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h5><strong>Le Prefiche salentine<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Ma chi erano le donne che piangevano disperate \u201c<em>lu Paulinu<\/em>\u201d?<br>Le \u201c<strong><em>Prefiche<\/em><\/strong>\u201d o \u201c<em>Chiantimorti<\/em>\u201d erano delle <strong>donne luttuose e urlanti<\/strong> (dal latino <em>Praefica<\/em>= piangere davanti) che avevano il compito, dietro compenso, di <strong>piangere il defunto decantandone le virt\u00f9.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-style-default\"><img loading=\"lazy\" width=\"1016\" height=\"647\" src=\"https:\/\/www.vinimarulli.com\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/prefiche-5.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5940\" srcset=\"https:\/\/www.vinimarulli.com\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/prefiche-5.jpg 1016w, https:\/\/www.vinimarulli.com\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/prefiche-5-300x191.jpg 300w, https:\/\/www.vinimarulli.com\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/prefiche-5-768x489.jpg 768w, https:\/\/www.vinimarulli.com\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/prefiche-5-18x12.jpg 18w, https:\/\/www.vinimarulli.com\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/prefiche-5-806x513.jpg 806w, https:\/\/www.vinimarulli.com\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/prefiche-5-558x355.jpg 558w, https:\/\/www.vinimarulli.com\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/prefiche-5-655x417.jpg 655w\" sizes=\"(max-width: 1016px) 100vw, 1016px\" \/><figcaption><em>Le prefiche. (Foto: Cameraperta.wordpress.com \u2013 Storia di una professione ormai estinta: il lamento funebre)<\/em><br><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Nel Salento queste figure, sin <strong>dall\u2019inizio del 1800<\/strong>, facevano parte della liturgia funeraria: <strong>vestite di nero e con il capo coperto<\/strong> si straziavano dinanzi al defunto <strong>con urla e cantilene<\/strong>. Le Prefiche in realt\u00e0 non piangevano realmente\u2026 ma facevano piangere le altre donne!<\/p>\n\n\n\n<p>I loro \u201ccanti\u201d costituivano un <strong>rituale tramandato oralmente<\/strong>, ripetuto in ogni circostanza e arricchito di volta in volta da aneddoti o virt\u00f9 che possedeva il povero defunto. Si voleva dar onore a colui\/colei che se n\u2019era andato\/a, attestandone l\u2019affetto e l\u2019attaccamento proprio attraverso lo strumento del pianto.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nella logica della cultura contemporanea, questa potrebbe sembrare una consuetudine bizzarra, frutto dell\u2019ignoranza e dell\u2019arretratezza di quelle genti. Nella realt\u00e0<strong> anche queste usanze si ricollegano a tradizioni antiche<\/strong>, romane<strong> <\/strong>nello specifico, in cui figure di donne tessevano le lodi dell\u2019estinto intrecciando pianti, grida e gesti di disperazione.<br>Con l\u2019alfabetizzazione del mondo contadino e il conseguente abbandono delle campagne <strong>questa pratica \u00e8 pian piano caduta in disuso <\/strong>e di queste figure luttuose e delle loro cantilene poco \u00e8 giunto a noi.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h5><strong>\u00a0LA CHIUSURA DEL PERIODO CARNEVALESCO: LA PENTOLACCIA<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Ci avviamo alla fine del Carnevale, ma prima non possiamo non ricordare la tradizione della <strong><em>Pentolaccia<\/em><\/strong>, ovvero un\u2019usanza che sancisce la <strong>chiusura di un periodo di sfarzi e allegria<\/strong> e che richiama al raccoglimento e alla rinuncia.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi noi identifichiamo con il termine Pentolaccia quel fagottino pieno di caramelle e dolci che fa divertire tanto i bambini, bersaglio da rompere con gli occhi bendati.<\/p>\n\n\n\n<p>Le sue origini sono ben pi\u00f9 lontane: nel <strong>Medioevo <\/strong>si festeggiava il mercoled\u00ec di mezza Quaresima, traendo ispirazione da usanze praticate nel <strong>Capodanno Cinese<\/strong>. Un viaggio e un percorso che ci porta con <strong>Marco Polo<\/strong>, in Cina, alla pratica di riempire un recipiente di semi vari per auspicare un florido raccolto.<\/p>\n\n\n\n<p>Le gestualit\u00e0 di quelle genti e gli intenti di buon augurio saranno<strong> riportati dall\u2019esploratore in Italia <\/strong>e anche oltre: in Spagna, per esempio, la prima domenica di Quaresima divenne la <em>Domingo de pi\u00f1ata.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Da noi<strong> in Salento<\/strong>, invece, la Pentolaccia si festeggiava a cavallo tra il Carnevale e la Quaresima. Veniva <strong>riempita di caramelle e confetti<\/strong> &#8211; spesso anche qualche agrume o ci\u00f2 che ispirava chi la componeva &#8211; e veniva <strong>appesa al soffitto per essere rotta insieme ad altre<\/strong>, che invece contenevano <strong>carbone e cenere.<\/strong> Ancora una volta il simbolismo di <strong>astenersi dai peccati della gola<\/strong> (i dolciumi) <strong>in vista delperiodo quaresimale<\/strong> (la cenere) ricollega con un filo diretto tutto il percorso che rimanda alla <strong>ciclicit\u00e0 della natura <\/strong>e al buon auspicio, richiesto all\u2019anno nuovo da poco iniziato. Ci si doveva traghettare sino al risveglio con l\u2019equinozio di primavera.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-style-default\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"639\" src=\"https:\/\/www.vinimarulli.com\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/stelle-filanti-6-1024x639.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5941\" srcset=\"https:\/\/www.vinimarulli.com\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/stelle-filanti-6-1024x639.jpg 1024w, https:\/\/www.vinimarulli.com\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/stelle-filanti-6-300x187.jpg 300w, https:\/\/www.vinimarulli.com\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/stelle-filanti-6-768x479.jpg 768w, https:\/\/www.vinimarulli.com\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/stelle-filanti-6-18x12.jpg 18w, https:\/\/www.vinimarulli.com\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/stelle-filanti-6-1116x696.jpg 1116w, https:\/\/www.vinimarulli.com\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/stelle-filanti-6-806x503.jpg 806w, https:\/\/www.vinimarulli.com\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/stelle-filanti-6-558x348.jpg 558w, https:\/\/www.vinimarulli.com\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/stelle-filanti-6-655x409.jpg 655w, https:\/\/www.vinimarulli.com\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/stelle-filanti-6.jpg 1298w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>In questo odierno tempo sospeso, in cui la Pandemia ha congelato usanze e convivialit\u00e0 &#8211; e altre inquietudini continuano a sorprenderci &#8211; ci auguriamo che come la Quaresima indica un tempo di astinenza e purificazione, per tutti noi possa ritornare un periodo di Resurrezione pasquale in cui poter ritornare a festeggiare, a gioire insieme!<\/p>\n\n\n\n<p>In questo articolo ti abbiamo raccontato un poco delle nostre usanze e delle nostre tradizioni, di come <strong>il mondo agricolo si \u00e8 sempre intrecciato con i cicli della natura<\/strong> e di quanto<strong> nelle nostre abitudini moderne ritroviamo rituali di tempi ormai lontani.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ti aspettiamo su <strong><a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/vitivinicolamarulli\/\">@<\/a><a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/vitivinicolamarulli\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">vitivinicolamarulli<\/a><\/strong> \u2026 per continuare a condividere altri aspetti della nostra realt\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dentro ogni nostra bottiglia di vino c\u2019\u00e8 un mondo che vorremmo farti scoprire.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 tempo di Carnevale, un tempo in cui tutto diventa sospeso e indossare delle maschere diviene lecito. 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